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La nostra attività interessa i bacini idrografici in sinistra del fiume Arno, tra Rignano sull’Arno e Marcignana di Empoli nei comprensori di bonifica n.21 (Valdelsa) e n.22 (Colline del Chianti).


ORGANIZZAZIONE – INFORMAZIONI GENERALI

 

Quali sono le leggi che regolano i Consorzi di Bonifica?
L’origine del Consorzio è riconducibile al R.D. 215 del 1933. In virtù del D.P.R. 947 del 1962 “Norme sui consorzi di bonifica” e in attuazione della delega prevista dall’art. 31 della L. 454 del 1961, la Regione Toscana ha emanato la L.R. 34 del 1994 “Norme in materia di bonifica”, alla quale sono succedute parziali modifiche e integrazioni.

Quanti Consorzi di Bonifica esistono in Toscana?
In Toscana esistono attualmente 13 consorzi, ad ognuno dei quali è affidata la gestione di uno o più comprensori i bonifica individuati dalla Regione Toscana. Il Consorzio di Bonifica della Toscana Centrale è parte insieme agli altri dell’Unione Regionale delle Bonifiche, delle Irrigazioni e dei Miglioramenti Fondiari della Toscana (URBAT), struttura territoriale dell’Associazione Nazionale delle Bonifiche, delle Irrigazioni e dei Miglioramenti Fondiari (ANBI), la quale è parte della European Union of Water Management Associations (EUWMA).

Chi controlla i Consorzi di Bonifica?
I consorzi di bonifica sono enti pubblici pertanto il loro andamento può essere controllato da ogni singolo consorziato, dai loro rappresentanti eletti negli organi di indirizzo e di governo del Consorzio, dagli organi degli enti locali, provinciali, regionali etc. Il Consorzio inoltre è periodicamente sottoposto a formali controlli sugli atti amministrativi e tecnici da parte degli uffici e delle istituzioni della Provincia e della Regione.

E’ possibile prendere visione o avere copia dei principali documenti del Consorzio?
Certamente. Il Consorzio è un ente pubblico e pertanto ognuno ha la possibilità di accedere agli atti e alle documentazioni consortili. Alcuni documenti sono già disponibili sul sito internet in versione integrale, per accedere agli altri è necessario farne esplicita richiesta presso la sede del Consorzio.

Qual è la struttura organizzativa del Consorzio?
All’intera organizzazione del Consorzio sovrintende il Direttore, che dirige, coordina e sorveglia il corretto funzionamento dell’Ente. La struttura del Consorzio prevede tre aree: Area Amministrativa, Area Tecnica e Area Operativa. Il Consorzio è un ente tecnico-operativo: oltre i due terzi del personale è impiegato nella progettazione e realizzazione degli interventi, il più delle volte eseguiti direttamente con maestranze e mezzi propri.

 

TRIBUTO DI BONIFICA – CATASTO

 

Esistono riduzioni e sconti per le persone con basso reddito?
No, il tributo di bonifica è obbligatorio, grava direttamente sull’immobile ed è posto a carico dei titolari di diritti reali di beni immobili (terreni e/o fabbricati) e quindi non dipende e non può dipendere dal reddito e dalle condizioni sociali ed economiche del proprietario. Il Consorzio non ha alcuna possibilità di manovra nell’ambito del sostegno economico e sociale per il quale si rimanda alle competenti strutture degli enti locali.

Esistono esenzioni per particolari tipi di immobili (immobili storici e artistici, sedi di Onlus, etc.)?
No, non esistono esenzioni in alcun caso. La Legge italiana stabilisce che l’esenzione dall’imposizione dei tributi e l’applicazione della rendita catastale agevolata sono limitate esclusivamente alle imposte dirette. Completamente diversa è la situazione per quanto attiene i contributi di bonifica che invece vengono imposti a tutte le persone fisiche e giuridiche titolari di diritti reali di proprietà di beni immobili in ragione del beneficio conseguito dall’attività del Consorzio e non quindi in relazione alle qualità o alle finalità dell’immobile.

Perchè pagare il tributo di bonifica anche se non sono direttamente a rischio allagamenti?
Tutti proprietari di immobili concorrono alle spese di bonifica, secondo un principio solidaristico, in relazione al beneficio che l’immobile trae dall’attività del Consorzio in ogni Unità Funzionale. Tale beneficio non può essere identificato con il solo incremento fondiario conseguito da un singolo immobile, ma deve essere individuato, anche, nel vantaggio, in termini di danni prevenuti e scongiurati, che il complesso degli immobili posti in una determinata area consegue per effetto dell’attività svolta dal Consorzio. Ogni immobile, sia che si trovi in aree urbanizzate o in campo aperto, nel fondovalle o in zona collinare, grava sullo stato dei corsi d’acqua della propria Unità funzionale poichè genera comunque un deflusso idrico, specie quando piove, che imprescindibilmente necessita di una rete idrogeologica appropriata che deve essere controllata, mantenuta e adeguata secondo le competenze affidate al Consorzio.

Chi deve pagare il tributo in caso di vendita durante l’anno?
Il tributo è annuale e non frazionabile per periodi inferiori perchè relativo all’immobile: un bene giuridicamente indivisibile che genera un’obbligazione indivisibile regolata ai sensi dell’art. 1317 del Codice Civile. Il tributo imposto dal Consorzio è perciò da intendersi diretto agli immobili per la loro salvaguardia e non alle singole persone fisiche. I dati catastali per l’emissione del ruolo di contribuenza sono prelevati al giugno di ogni anno, pertanto le variazioni di proprietà registrate all’Agenzia del Territorio dopo la data producono effetto sul tributo di bonifica solo a partire dall’anno successivo: in questo modo il tributo di bonifica viene recapitato al proprietario di almeno la prima metà dell’anno, che è obbligato a pagare per intero per poi farsi rimborsare dagli altri la quota parte relativa ai mesi successivi alla vendita (ex art. 1299 del Codice Civile).

Chi deve pagare il tributo in caso di comproprietà?
Il tributo non è frazionabile tra i comproprietari perchè relativo all’immobile: un bene giuridicamente indivisibile che genera un’obbligazione indivisibile regolata ai sensi dell’art. 1317 del Codice Civile. Il tributo imposto dal Consorzio è perciò da intendersi diretto agli immobili per la loro salvaguardia e non alle singole persone fisiche, eventualmente comproprietarie. La richiesta di contributo è indirizzata al primo intestatario risultante dai dati ufficiali dell’Agenzia del Territorio, che è obbligato a pagare per intero per poi farsi rimborsare dagli altri la quota parte (ex art. 1299 del Codice Civile). Il Consorzio, su richiesta scritta degli interessati, può modificare il nominativo al quale inviare la richiesta di pagamento del contributo.

Chi deve pagare il tributo in caso di affitto, nuda proprietà, usufrutto, etc.?
Il tributo di bonifica è un onere reale sulla proprietà, grava direttamente sull’immobile ed è posto a carico del proprietario (art. 21 del R.D. n. 215/33). Il tributo è a carico di chi gode di diritti reali parziali sul bene immobile (usufruttuari, enfiteuti, affittuari, etc.) solo e soltanto quando questo è espressamente indicato da un contratto o da una sentenza. Il Consorzio, su presentazione della relativa documentazione, può modificare il nominativo al quale inviare la richiesta di pagamento del contributo.

Come fare per pagare il tributo di bonifica dall’estero?
I cittadini che si trovano all’estero possono pagare il tributo di bonifica tramite il portale di Poste Italiane registrandosi a www.poste.it (addebitando il costo su Carta di Credito VISA e MasterCard o con carta di credito Postepay), selezionando il servizio “Bollettino” e poi “Bollettino prepagato”. Per ogni altra informazione contattare d.vergari@cbtc.it

Cosa succede se non si paga l’avviso di pagamento? 
Se non si paga l’avviso non viene applicata alcuna mora ma all’importo dell’avviso sono aggiunte le spese di spedizione della notifica della cartella di pagamento (attualmente pari a 5,88 euro).

Cosa succede se non si paga nemmeno la cartella?
Trascorso il termine ultimo per il pagamento indicato nella cartella esattoriale, l’Agente della Riscossione, avvia la procedura esecutiva di riscossione coattiva, attraverso il fermo amministrativo dei beni mobili registrati presso l’Anagrafe Tributaria.

Si può pagare il tributo di bonifica direttamente presso la sede del Consorzio?
No, attualmente non è possibile. Il Consorzio gestisce la prima fase di riscossione bonaria dei tributi mediante avvisi di pagamento in collaborazione con Poste Italiane, che prevede numerose possibilità di pagamento (utilizzando esclusivamente i bollettini precompilati presso tutti gli uffici postali presenti sul territorio nazionale o mediante internet banking, secondo le condizioni del proprio istituto di credito; sul sito www.poste.it, anche con carta di credito; presso i tabaccai aderenti al servizio T-PAY, secondo le relative condizioni economiche e per i clienti Postemobile anche con il cellulare). In caso di cartella di pagamento il pagamento è possibile solo secondo le condizioni poste dall’Agente della Riscossione a cui viene affidata la riscossione coattiva (Equitalia Spa).

E’ possibile pagare il contributo di bonifica con bonifico bancario ordinario?
No. Non è possibile farlo perchè, analogamente con altre tipologie di utenze (es. TIA, o utenze domestiche), il bonifico bancario non ha gli elementi che permettono una rendicontazione automatica dei pagamenti effettuati. In base alle recenti norme per la circolazione del contante (DL n. 201 del 6/12/2011 convertito in L. 214/2011), in caso di pagamenti superiori a € 1.000,00, è possibile contattare il Consorzio (info@cbtc.it).

E’ possibile attivare i il pagamento attraverso R.I.D. ?
Sì. Il modulo prestampato da consegnare al proprio istituto di credito deve essere richiesto al Consorzio (info@cbtc.it) che provvederà ad inviarlo per mail o posta ordinaria.

A cosa serve l’Ufficio Servizi al Pubblico – Catasto Consortile? 
L’Ufficio Catasto Consortile è competente nella gestione dell’emissione dei ruoli tributari sulla base dei dati relativi agli immobili ricadenti all’interno dei comprensori di bonifica. Il Consorzio non possiede un registro catastale proprio, ma ogni anno, ad ogni emissione dei ruoli, acquisisce i dati catastali dagli uffici provinciali dell’Agenzia del Territorio. Il Consorzio ha stabilito comunque un canale privilegiato di collaborazione con gli uffici provinciali dell’Agenzia del Territorio al fine di correggere ed aggiornare costantemente la banca dati relativa agli immobili.

Cos’è l’istanza di rettifica all’Agenzia del Territorio?
L’istanza di rettifica serve per correggere le inesattezze nei dati anagrafici (nome, cognome, data di nascita, etc.) e qualsiasi errore relativo agli immobili e alla proprietà (per mancato o erroneo inserimento di vendite, successioni, donazioni, espropri, etc.). Soltanto nei casi di cambiamento di residenza, questo può essere semplicemente segnalato al Consorzio stesso ed immediatamente corretto.

Come si fa a fare l’istanza di rettifica all’Agenzia del Territorio?
L’istanza di rettifica deve essere redatta in carta libera oppure utilizzando l’apposito modulo che può essere ritirato presso la sede del Consorzio, agli URP dei comuni interessati, agli uffici dell’Agenzia del Territorio o stampato dal sito internet del Consorzio www.cbtc.it. La richiesta compilata deve essere consegnata all’Agenzia del Territorio. Nel caso l’istanza sia presentata in carta libera, questa deve contenere:
- il mittente e/o il richiedente della rettifica (cognome, nome, indirizzo, città, telefono, e-mail o fax);
- i riferimenti dei dati catastali (comune, foglio catastale, particella, subalterno) e una breve descrizione dell’oggetto dell’istanza;
- le fotocopie allegate degli atti a cui si fa riferimento (contratto di compra-vendita, successione, esproprio, etc.).
Gli atti da allegare all’istanza devono essere forniti dai consorziati che in caso di smarrimento possono richiederli al notaio, all’archivio notarile o alla Conservatoria. E’ possibile avere copia delle partite complete (intestazione e carico) che si trovano nell’avviso di pagamento, anche facendone richiesta all’Ufficio Servizi al Pubblico – Catasto Consortile del Consorzio.

Quando entrano in vigore le correzioni?
Le correzioni diventano effettive solo dopo che la variazione è stata correttamente registrata dalla Agenzia del Territorio. Le eventuali variazioni hanno effetto a partire dai ruoli successivi alla presentazione dell’istanza, purchè risultino registrate presso l’Agenzia del Territorio almeno entro il 30 aprile di ogni anno; scaduto questo termine, la variazione slitterà di un anno.

Sono obbligato a comunicare al Consorzio il trasferimento dei beni immobili?
I contribuenti non sono tenuti a comunicare il trasferimento di beni immobili, ma in caso di mancata registrazione nella banca dati dell’Agenzia del Territorio, è comunque possibile segnalare la variazione all”Ufficio Servizi al Pubblico – Catasto Consortile del Consorzio, in modo da poter inviare avvisi o cartelle di pagamento agli effettivi proprietari.

I fabbricati rurali pagano il tributo di bonifica?
Con Provvedimento Commissariale n. 93/10 del 19.07.2010 il Consorzio, sulla base delle nuove indicazioni di ANBI (Associazione Nazionale Bonifiche, Irrigazioni e miglioramenti fondiari) e URBAT (Unione regionale per le bonifiche, l’irrigazione e l’ambiente della Toscana), ha deciso di procedere alla sospensione del tributo di bonifica fino a chiarimento definitivo e/o applicazione delle linee guida regionali sui piani di classifica, per tutti gli immobili in presenza dei requisiti di ruralità di cui all’art. 9, comma 3, del D.L. n. 557 del 30.12.1993, convertito in Legge n. 133 del 28.02.1994, secondo il seguente percorso operativo:

  • Per i fabbricati STRUMENTALI ALL’ATTIVITA’ AGRICOLA, sospensione:
  • Sulla base della semplice iscrizione nella categoria catastale D10 “Fabbricati per funzioni produttive connesse alle attività agricole”;
  • Sulla base di DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DELL’ATTO DI NOTORIETA’ resa ai sensi dell’Art. 76 del D.P.R. n. 445 del 28.12.2000 per i fabbricati strumentali iscritti in categorie catastali diverse dalla D10;

Per i fabbricati DESTINATI AD EDILIZIA ABITATIVA, sospensione:

  • Sulla base della semplice iscrizione nella categoria catastale A6 “Abitazioni di tipo rurale”;
  • Sulla base di DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DELL’ATTO DI NOTORIETA’ resa ai sensi dell’Art. 76 del D.P.R. n. 445 del 28.12.2000, in merito alla sussistenza dei requisiti soggettivi ed oggettivi di cui all’art. 9, comma 3, del D.L. n. 557 del 30.12.1993, convertito in Legge n. 133 del 28.02.1994, per i fabbricati destinati ad edilizia abitativa iscritti in categorie catastali diverse dall’A6;

La presentazione della Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà determina l’immediata sospensione temporanea del pagamento del tributo, fino alla determinazione definitiva degli aventi diritto allo sgravio per il medesimo ruolo di contribuenza. Le richieste di sospensione devono essere presentata al Consorzio entro l’ultima data di scadenza del pagamento. In collaborazione con le associazioni di categoria, il Consorzio si impegna a comunicare agli interessati l’esito della richiesta di sospensione, inviando l’eventuale certificazione di sgravio e il bollettino con l’indicazione del nuovo importo da pagare.
La Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà è da presentare a cura del consorziato nel periodo immediatamente successivo all’emissione del ruolo di contribuenza di ogni anno, in modo da verificare la persistenza dei requisiti di ruralità dei fabbricati per i quali si richiede la sospensione. In caso di richiesta di sospensione per più fabbricati è possibile allegare ad una singola Dichiarazione l’elenco degli immobili in possesso dei requisiti di ruralità.
Il modulo per la Dichiarazione può essere richiesto al Consorzio o scaricato dal sito internet www.cbtc.it e deve essere fatto pervenire presso la sede, compilato correttamente in ogni sua parte con allegato documento di identità in corso di validità.

 

ATTIVITA’ OPERATIVA – LAVORI

 

Cosa sono le Unità Funzionali in cui è diviso il territorio della Toscana Centrale?
Le Unità Funzionali sono porzioni omogenee di ciascun Comprensorio di Bonifica definite da confini idrografici, i cui limiti dunque sono determinati dai crinali delle zone più alte, così come descritte nel Piano di Classifica. Il Comprensorio di Bonifica n. 21 – Val d’Elsa ha 11 Unità Funzionali e il Comprensorio di Bonifica n. 22 – Colline del Chianti ha 12 Unità Funzionali.

Quante e quali sono le Unità Funzionali del Comprensorio di Bonifica n. 21 – Val d’Elsa?
Il Comprensorio di Bonifica Val d’Elsa è suddiviso in 11 Unità Funzionali, idraulicamente omogenee, che costituiscono l’aggregazione spaziale solidaristica di riferimento per quel territorio. Sono individuate 8 Unità Funzionali nel bacino del F. Elsa (di cui 3 nel sottobacino del T. Staggia, 1 nel sottobacino del T. Foci e 1 nel sottobacino del Pesciola), 1 Unità Funzionale nel bacino del T. Orme, 1 Unità Funzionale per i Fossi minori tra i torrenti Turbone e Orme e 1 Unità Funzionale per i Fossi minori tra il T. Orme ed il F. Elsa.

Quante e quali sono le Unità Funzionali del Comprensorio di Bonifica n. 22 – Colline del Chianti?
Il Comprensorio di Bonifica Colline del Chianti è suddiviso in 12 Unità Funzionali, idraulicamente omogenee, che costituiscono l’aggregazione spaziale solidaristica di riferimento per quel territorio. Sono individuate 4 Unità Funzionali nel bacino del T. Pesa, 4 Unità Funzionali nel bacino del T. Greve (di cui 2 nel sottobacino T. Ema), 1 Unità Funzionale per il T. Vingone e gli affluenti minori
tra il T. Vingone e Firenze, 1 Unità Funzionale per la Piana di Settimo e Scandicci, 1 Unità Funzionale per Firenze e 1 Unità Funzionale per i bacini minori tra Le Sieci e Firenze nel comune di Bagno a Ripoli.

Quali sono le opere idrauliche affidate al Consorzio?
La Legge individua e affida al Consorzio le opere idrauliche di “terza categoria”, le quali servono a: “a) difendere ferrovie, strade ed altre opere di grande interesse pubblico, nonchè beni demaniali dello Stato, delle province e di comuni; b) migliorare il regime di un corso d’acqua che abbia opere classificate in prima o seconda categoria; c) impedire inondazioni, straripamenti, corrosioni, invasioni di ghiaie od altro materiale di alluvione, che possano recare rilevante danno al territorio o all’abitato di uno o più comuni, o producendo impaludamenti possano recare danno all’igiene od all’agricoltura” (art. 7 R.D. 523/1904). Tra queste vi sono a titolo esemplificativo: gli argini, i muri di sponda, le briglie, le traverse, le pescaie, le casse di espansione e i sistemi di controllo delle piene quali i collettori acque alte, le paratoie e le portelle.

Come vengono mantenute le opere idrauliche?
Le opere vengono mantenute attraverso il controllo del loro stato e del loro corretto funzionamento. Nel caso di argini, casse di espansione e canali vengono eseguite stagionali operazioni di sfalcio della vegetazione e di ispezione della tenuta statica della struttura alla quale possono seguire interventi di consoli mento o rifacimento. Nel caso dei manufatti (biglie, traverse, pescaie, portelle, paratoie etc.) la manutenzione avviene mediante lo sgombro dalla vegetazione, l’ingrassaggio dei meccanismi di azionamento, la sostituzione delle componenti soggette a deterioramento e, se necessario, il totale ripristino della struttura.

Come avvengono gli sfalci e i tagli della vegetazione?
L’attività di sfalcio e taglio selettivo della vegetazione serve a garantire la sicurezza idraulica favorendo l’attività del Consorzio, aumentare la fruibilità dei corsi d’acqua da parte dei cittadini e tutelare l’ambiente naturale lungo i corsi d’acqua. Gli sfalci vengono realizzati stagionalmente con due-tre passaggi nei tratti in prossimità dei centri abitati e sulle opere idrauliche quali argini, casse di espansione e canali. I tagli sono invece riservati agli alberi instabili, a fine ciclo vitale o in eccessivo sviluppo ai margini del canale di magra, e che quindi hanno maggiore probabilità di essere sradicati e trasportati a valle dalle piene o costituire un’ostruzione al regolare deflusso delle piogge.

La presenza della vegetazione lungo i fiumi è un pericolo in caso di piena?
No, la presenza di vegetazione lungo un corso d’acqua è utile sotto diversi aspetti: le piante aiutano a mantenere saldi gli argini; contribuiscono notevolmente al processo di fito-depurazione naturale delle acque; creano scabrezza idraulica riducendo quindi la velocità della corrente, costituiscono un riparo per i pesci e gli altri animali che vivono nel fiume garantendo la loro sopravvivenza anche in condizioni difficili o di inquinamento, ombreggiano il letto del fiume riducendo l’evaporazione in favore della disponibilità di risorsa idrica, rendono il fiume più godibile e paesaggisticamente più bello. L’obiettivo generale del Consorzio è quello di mantenere erbe e canneti a dimensioni ragionevoli e piante sempre ‘giovani’ e capaci di flettere e rimanere saldi alle sollecitazioni della corrente.

L’intervento del Consorzio sulla vegetazione è dannoso per l’ecosistema fluviale? 
No, gli sfalci e i tagli sono programmati ed eseguiti con grande attenzione per l’ambiente, cercando quindi di contenere al massimo l’impatto sull’habitat fluviale. La scelta del periodo di svolgimento dei lavori e le modalità operative (esempio: il decremento del taglio dell’erba verso riva) permettono di ridurre al minimo il disturbo per gli animali che vivono e si riproducono nei torrenti e garantire comunque il giusto equilibrio tra naturalità e pulizia del fiume.

Meglio non tagliare per salvaguardare l’ambiente o radere al suolo per ridurre il rischio idraulico?
Meglio perseguire entrambi gli obiettivi a seconda delle zone, in un’ottica di gestione complessiva dell’intero corso del fiume: questo è il vantaggio dell’approccio per intero bacino idrografico dei consorzi. L’attività del Consorzio è calibrata per rispondere alle diverse esigenze relative ad un corso d’acqua, spesso anche opposte tra loro, garantendone un equilibrio virtuoso. In molte zone è necessario salvaguardare la vegetazione, controllata solamente mediante tagli selettivi delle alberature, in modo da favorire l’ombreggiamento e ostacolare l’erosione delle sponde. In altre invece la pulizia dalle piante è più marcata in favore della fruibilità pubblica del fiume e del rapido allontanamento delle acque di piena.

Il pagamento del tributo implica un rimborso in caso di allagamento degli immobili?
Dipende dalla causa. Il Consorzio ha delle responsabilità specifiche solo in relazione ai danni causati direttamente dalla cattiva manutenzione delle opere idrauliche da esso gestite perchè di propria competenza.